Il tema delle Centrali Operative Territoriali (COT) appare quello più controverso sul piano definitorio rispetto alle altre innovazioni territoriali proposte dal PNRR e dal DM 77/22, con premesse alla progettazione delle COT tra loro molto diverse nei vari contesti regionali e aziendali. La ricerca persegue quindi l’obiettivo di approfondire le scelte che realtà aziendali con diverso background esperienziale stanno adottando per l’attivazione delle COT. Il capitolo verte sull’analisi di otto casi aziendali, da cui emerge eterogeneità di modello di servizio, funzioni e condizioni organizzative nelle esperienze di Centrali pre-pandemia, mentre nelle aziende che non avevano attivato Centrali pre-pandemia risultano in via di estensione le esperienze delle USCA. Laddove era già presente un’esperienza di Centrale è attualmente in corso una riprogettazione per adeguare le esperienze sviluppate alle previsioni normative, mentre in assenza di esperienza pregressa il tema della COT sembra essere l’ultimo dei «cantieri» di lavoro del PNRR attivati. In alcuni casi le aziende sanitarie attendono gli indirizzi regionali per avviare la progettazione, mentre in altri i tempi aziendali di progettazione sono più veloci di quelli regionali. La progettazione delle Centrali emerge come espressione dell’autonomia aziendale e della contingenza dei fabbisogni di integrazione della filiera, con un diverso atteggiamento rispetto ai processi di formulazione delle COT nei diversi contesti aziendali. Si osserva, inoltre, un uso inappropriato del termine Centrale, oltre che un tentativo di far convergere molteplici fabbisogni di integrazione sulla Centrale, minando la sua efficacia potenziale. La distribuzione delle COT tra livello aziendale e distrettuale, un doppio livello spesso presente nelle esperienze analizzate, dipende dalla gestione dei flussi di transizione e dalla messa in gerarchia della COT. Le USCA suggestionano la progettazione delle COT, che si sottolinea essere un servizio interno all’azienda, che spesso non agisce la presa in carico. La COT rappresenta infine un’occasione per rafforzare la committenza dell’azienda sugli erogatori.

COT tra indicazioni nazionali e declinazioni territoriali

Dalponte, Federica;Ferrara, Lucia;Zazzera, Angelica;Tozzi, Valeria
2022-01-01

Abstract

Il tema delle Centrali Operative Territoriali (COT) appare quello più controverso sul piano definitorio rispetto alle altre innovazioni territoriali proposte dal PNRR e dal DM 77/22, con premesse alla progettazione delle COT tra loro molto diverse nei vari contesti regionali e aziendali. La ricerca persegue quindi l’obiettivo di approfondire le scelte che realtà aziendali con diverso background esperienziale stanno adottando per l’attivazione delle COT. Il capitolo verte sull’analisi di otto casi aziendali, da cui emerge eterogeneità di modello di servizio, funzioni e condizioni organizzative nelle esperienze di Centrali pre-pandemia, mentre nelle aziende che non avevano attivato Centrali pre-pandemia risultano in via di estensione le esperienze delle USCA. Laddove era già presente un’esperienza di Centrale è attualmente in corso una riprogettazione per adeguare le esperienze sviluppate alle previsioni normative, mentre in assenza di esperienza pregressa il tema della COT sembra essere l’ultimo dei «cantieri» di lavoro del PNRR attivati. In alcuni casi le aziende sanitarie attendono gli indirizzi regionali per avviare la progettazione, mentre in altri i tempi aziendali di progettazione sono più veloci di quelli regionali. La progettazione delle Centrali emerge come espressione dell’autonomia aziendale e della contingenza dei fabbisogni di integrazione della filiera, con un diverso atteggiamento rispetto ai processi di formulazione delle COT nei diversi contesti aziendali. Si osserva, inoltre, un uso inappropriato del termine Centrale, oltre che un tentativo di far convergere molteplici fabbisogni di integrazione sulla Centrale, minando la sua efficacia potenziale. La distribuzione delle COT tra livello aziendale e distrettuale, un doppio livello spesso presente nelle esperienze analizzate, dipende dalla gestione dei flussi di transizione e dalla messa in gerarchia della COT. Le USCA suggestionano la progettazione delle COT, che si sottolinea essere un servizio interno all’azienda, che spesso non agisce la presa in carico. La COT rappresenta infine un’occasione per rafforzare la committenza dell’azienda sugli erogatori.
9788823851924
CERGAS - Bocconi
Rapporto OASI 2022
Dalponte, Federica; Ferrara, Lucia; Zazzera, Angelica; Tozzi, Valeria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11565/4053260
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