Il contributo analizza le trasformazioni della struttura e dei meccanismi di tutela dei diritti fondamentali nel contesto della Terza Repubblica francese, evidenziando come la loro conformazione sia stata ridefinita nei distinti “cicli” della storia costituzionale. In assenza di una Costituzione formale recante un catalogo rigido di garanzie, l’ordinamento si fondava su tre leggi approvate dall’Assemblea nel 1871 prive di riferimenti alla protezione dei diritti. In tal senso la disciplina delle libertà è stata pertanto affidata a fonti ordinarie, risultando fortemente esposta alle oscillazioni del contesto politico. Adottando una prospettiva storico-giuridica, lo studio evidenzia come la conformazione di tali diritti sia stata ridefinita attraverso i distinti "cicli" della storia costituzionale francese. Si ripercorre così la transizione da una prima fase liberalizzante, collocata tra gli anni ’70 e ’80 del XIX secolo e tesa a circoscrivere l’influenza ecclesiastica senza tuttavia rinnegare il Concordato napoleonico, a una seconda stagione d'inizio anni ’90, contrassegnata dall'accentuarsi dell'anticlericalismo e dall'affermazione della componente radicale, fino a giungere al definitivo tramonto della fede positivistica e razionalista in concomitanza con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Entrando nel merito delle singole garanzie, l'indagine dedica un'attenzione centrale all'evoluzione delle principali libertà civili. Nell'ambito della libertà di opinione e di stampa, il percorso ricostruisce la portata epocale della legge del 1881, che soppresse la censura preventiva del governo e depenalizzò i reati di oltraggio e diffamazione, promuovendo la diffusione dell'editoria e dell'alfabetizzazione; al contempo, l'analisi prende in esame le successive contrazioni repressive del 1893, scaturite dalla risposta legislativa all'insorgere del fenomeno anarchico e dal parallelo inasprimento delle sanzioni contro la stampa considerata di contenuto osceno. Relativamente alla libertà di associazione, il lavoro esamina il graduale e complesso affrancamento dai rigidi divieti di matrice post-rivoluzionaria e dalle disposizioni sanzionatorie del Codice penale napoleonico, evidenziando il progressivo favore mostrato dalle istituzioni repubblicane verso le aggregazioni a carattere economico e professionale, processo che condusse alla piena legalizzazione del sindacalismo. Per quanto concerne la laicità e la libertà religiosa, si ricostruisce la capillare opera di secolarizzazione delle istituzioni scolastiche, ospedaliere e civili, unitamente alla progressiva limitazione dell'insegnamento confessionale, percorso che ha trovato il suo naturale compimento nella storica legge di separazione tra Stato e Chiesa del 1905, elevata a solenne garanzia della libertà di coscienza e del libero esercizio di tutti i culti. In conclusione, la trattazione estende il proprio sguardo al periodo interbellico tra le due guerre mondiali, dimostrando come le diffuse tensioni socio-politiche del tempo abbiano determinato una significativa moltiplicazione del contenzioso dinanzi al giudice amministrativo, chiamato a sindacare la legittimità e i limiti delle incisive misure di polizia adoperate a tutela dell’ordine pubblico.

I diritti e le libertà fondamentali

Ferrari, Giuseppe Franco
2026

Abstract

Il contributo analizza le trasformazioni della struttura e dei meccanismi di tutela dei diritti fondamentali nel contesto della Terza Repubblica francese, evidenziando come la loro conformazione sia stata ridefinita nei distinti “cicli” della storia costituzionale. In assenza di una Costituzione formale recante un catalogo rigido di garanzie, l’ordinamento si fondava su tre leggi approvate dall’Assemblea nel 1871 prive di riferimenti alla protezione dei diritti. In tal senso la disciplina delle libertà è stata pertanto affidata a fonti ordinarie, risultando fortemente esposta alle oscillazioni del contesto politico. Adottando una prospettiva storico-giuridica, lo studio evidenzia come la conformazione di tali diritti sia stata ridefinita attraverso i distinti "cicli" della storia costituzionale francese. Si ripercorre così la transizione da una prima fase liberalizzante, collocata tra gli anni ’70 e ’80 del XIX secolo e tesa a circoscrivere l’influenza ecclesiastica senza tuttavia rinnegare il Concordato napoleonico, a una seconda stagione d'inizio anni ’90, contrassegnata dall'accentuarsi dell'anticlericalismo e dall'affermazione della componente radicale, fino a giungere al definitivo tramonto della fede positivistica e razionalista in concomitanza con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Entrando nel merito delle singole garanzie, l'indagine dedica un'attenzione centrale all'evoluzione delle principali libertà civili. Nell'ambito della libertà di opinione e di stampa, il percorso ricostruisce la portata epocale della legge del 1881, che soppresse la censura preventiva del governo e depenalizzò i reati di oltraggio e diffamazione, promuovendo la diffusione dell'editoria e dell'alfabetizzazione; al contempo, l'analisi prende in esame le successive contrazioni repressive del 1893, scaturite dalla risposta legislativa all'insorgere del fenomeno anarchico e dal parallelo inasprimento delle sanzioni contro la stampa considerata di contenuto osceno. Relativamente alla libertà di associazione, il lavoro esamina il graduale e complesso affrancamento dai rigidi divieti di matrice post-rivoluzionaria e dalle disposizioni sanzionatorie del Codice penale napoleonico, evidenziando il progressivo favore mostrato dalle istituzioni repubblicane verso le aggregazioni a carattere economico e professionale, processo che condusse alla piena legalizzazione del sindacalismo. Per quanto concerne la laicità e la libertà religiosa, si ricostruisce la capillare opera di secolarizzazione delle istituzioni scolastiche, ospedaliere e civili, unitamente alla progressiva limitazione dell'insegnamento confessionale, percorso che ha trovato il suo naturale compimento nella storica legge di separazione tra Stato e Chiesa del 1905, elevata a solenne garanzia della libertà di coscienza e del libero esercizio di tutti i culti. In conclusione, la trattazione estende il proprio sguardo al periodo interbellico tra le due guerre mondiali, dimostrando come le diffuse tensioni socio-politiche del tempo abbiano determinato una significativa moltiplicazione del contenzioso dinanzi al giudice amministrativo, chiamato a sindacare la legittimità e i limiti delle incisive misure di polizia adoperate a tutela dell’ordine pubblico.
2026
9791221118810
Mazza, Mauro
La Terza Repubblica nella storia costituzionale francese : in occasione del centocinquantesimo anniversario delle leggi costituzionali del 1875
Ferrari, Giuseppe Franco
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11565/4084516
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