Nella fase post-Covid, l’attenzione di molti analisti del settore sanitario ha iniziato a concentrarsi sulla distanza crescente tra bisogni e risorse, che accelera la necessità di ridurre la “variabilità indesiderata” nell’accesso ai servizi. Questo studio analizza i dati di consumo standardizzati delle Aziende sanitarie territoriali dell’intero SSN per (i) indagare la variabilità dei consumi inter e intra-regionali di alcune prestazioni ambulatoriali e (ii) verificare se a elevati livelli di consumo di prestazioni di specialistica si associano particolari elementi riconducibili al contesto geografico, socio-economico, organizzativo o relativo all’ offerta sanitaria. La ricerca adotta un approccio quantitativo utilizzando dati open source resi disponibili da Agenas e relativi ai consumi standardizzati di prestazioni diagnostiche e di laboratorio nelle 110 aziende sanitarie territoriali italiane aggiornati all’anno 2023. A seguire, è stato approfondito il caso della Regione Lombardia che, oltre a presentare i dati sui consumi a livello regionale e aziendale, fornisce un'analisi del rapporto tra prestazioni prescritte e consumate. I risultati evidenziano una marcata variabilità dei consumi, sia a livello inter che intra-regionale. La variabilità non risulta significativamente correlata alla densità di strutture ambulatoriali o alla dimensione dei distretti, mentre emerge un gradiente geografico Nord-Sud per alcune prestazioni. Inoltre, all’interno del contesto regionale analizzato, quello lombardo, i consumi tendono ad essere mediamente più elevati nelle aree urbane. L'analisi del contesto lombardo rivela che, con riferimento a visite ed esami diagnostici, in media, una prescrizione su due viene effettivamente erogata nel SSN, con territori ad alta densità che registrano maggiori volumi prescrittivi ma minori tassi di trasformazione in prestazioni erogate. Le evidenze dimostrano l'inadeguatezza di approcci esclusivamente prestazionali per governare l'accesso alla specialistica ambulatoriale. È necessario un cambio di paradigma che sposti l'attenzione dalla produzione ai consumi, valorizzando la ricchezza informativa disponibile per ridurre le variabilità ingiustificate, omogeneizzare l'appropriatezza prescrittiva e riallocare le risorse verso le aree di reale sotto-dotazione, coinvolgendo clinici, middle management e vertici aziendali in processi di governo clinico rinnovati.
La variabilità dei consumi e delle prescrizioni nel SSN: un confronto inter e infra regionale
Giulia Broccolo;Alessandro Furnari;Francesco Longo;Giordana Puritani;Alberto Ricci
2025
Abstract
Nella fase post-Covid, l’attenzione di molti analisti del settore sanitario ha iniziato a concentrarsi sulla distanza crescente tra bisogni e risorse, che accelera la necessità di ridurre la “variabilità indesiderata” nell’accesso ai servizi. Questo studio analizza i dati di consumo standardizzati delle Aziende sanitarie territoriali dell’intero SSN per (i) indagare la variabilità dei consumi inter e intra-regionali di alcune prestazioni ambulatoriali e (ii) verificare se a elevati livelli di consumo di prestazioni di specialistica si associano particolari elementi riconducibili al contesto geografico, socio-economico, organizzativo o relativo all’ offerta sanitaria. La ricerca adotta un approccio quantitativo utilizzando dati open source resi disponibili da Agenas e relativi ai consumi standardizzati di prestazioni diagnostiche e di laboratorio nelle 110 aziende sanitarie territoriali italiane aggiornati all’anno 2023. A seguire, è stato approfondito il caso della Regione Lombardia che, oltre a presentare i dati sui consumi a livello regionale e aziendale, fornisce un'analisi del rapporto tra prestazioni prescritte e consumate. I risultati evidenziano una marcata variabilità dei consumi, sia a livello inter che intra-regionale. La variabilità non risulta significativamente correlata alla densità di strutture ambulatoriali o alla dimensione dei distretti, mentre emerge un gradiente geografico Nord-Sud per alcune prestazioni. Inoltre, all’interno del contesto regionale analizzato, quello lombardo, i consumi tendono ad essere mediamente più elevati nelle aree urbane. L'analisi del contesto lombardo rivela che, con riferimento a visite ed esami diagnostici, in media, una prescrizione su due viene effettivamente erogata nel SSN, con territori ad alta densità che registrano maggiori volumi prescrittivi ma minori tassi di trasformazione in prestazioni erogate. Le evidenze dimostrano l'inadeguatezza di approcci esclusivamente prestazionali per governare l'accesso alla specialistica ambulatoriale. È necessario un cambio di paradigma che sposti l'attenzione dalla produzione ai consumi, valorizzando la ricchezza informativa disponibile per ridurre le variabilità ingiustificate, omogeneizzare l'appropriatezza prescrittiva e riallocare le risorse verso le aree di reale sotto-dotazione, coinvolgendo clinici, middle management e vertici aziendali in processi di governo clinico rinnovati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


