Il contributo parte dall’assunto che l’invecchiamento della forza lavoro e la trasformazione digitale dovrebbero ridefinire categorie, tutele e pratiche del diritto del lavoro, con particolare attenzione ai lavoratori anziani. Dopo una ricognizione definitoria dell’“older worker”, l’articolo pone l’attenzione su come la rivoluzione digitale ponga il rapporto tra lavoro e soggetti anziani di fronte a due esiti possibili: da un lato l’esclusione (demansionamento, espulsione, precarizzazione); dall’altro l’inclusione (qualificazione, apprendimento continuo, trasferimento di conoscenze). L’esito dipende dalla cornice regolativa e dalle scelte organizzative. l’A. insiste sulla necessità di riconoscere sia il capitale esperienziale degli older workers sia la loro posizione di fragilità al cospetto della digitalizzazione del mondo del lavoro. Condizione che dovrebbe essere protetta non solo con obblighi formativi, ma anche “accomodamenti tecnologici”. Vengono esaminati vincoli e opportunità del diritto UE e interno, delineando un approccio age-sensitive alla valutazione dei rischi e alla tutela della professionalità quale riflesso della dignità. Il contributo conclude che la valorizzazione degli aspetti partecipativi e del ruolo dell’attore collettivo affinché le regole applicate al rapporto di lavoro possano garantire un’occupazione di qualità anche rispetto alle sfide della rivoluzione digitale in corso.
Le traiettorie regolative del diritto del lavoro alla prova delle trasformazioni tra rivoluzione digitale e cambiamenti demografici: verso una forma di “accomodamento tecnologico”?
Sonnati, Silvio
2026
Abstract
Il contributo parte dall’assunto che l’invecchiamento della forza lavoro e la trasformazione digitale dovrebbero ridefinire categorie, tutele e pratiche del diritto del lavoro, con particolare attenzione ai lavoratori anziani. Dopo una ricognizione definitoria dell’“older worker”, l’articolo pone l’attenzione su come la rivoluzione digitale ponga il rapporto tra lavoro e soggetti anziani di fronte a due esiti possibili: da un lato l’esclusione (demansionamento, espulsione, precarizzazione); dall’altro l’inclusione (qualificazione, apprendimento continuo, trasferimento di conoscenze). L’esito dipende dalla cornice regolativa e dalle scelte organizzative. l’A. insiste sulla necessità di riconoscere sia il capitale esperienziale degli older workers sia la loro posizione di fragilità al cospetto della digitalizzazione del mondo del lavoro. Condizione che dovrebbe essere protetta non solo con obblighi formativi, ma anche “accomodamenti tecnologici”. Vengono esaminati vincoli e opportunità del diritto UE e interno, delineando un approccio age-sensitive alla valutazione dei rischi e alla tutela della professionalità quale riflesso della dignità. Il contributo conclude che la valorizzazione degli aspetti partecipativi e del ruolo dell’attore collettivo affinché le regole applicate al rapporto di lavoro possano garantire un’occupazione di qualità anche rispetto alle sfide della rivoluzione digitale in corso.| File | Dimensione | Formato | |
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