Migliorare il livello di salute della popolazione è l’obiettivo principale dei sistemi sanitari nazionali. Il capitolo 7 si propone di fornire un quadro dei principali indicatori di salute e di alcune dimensioni di performance partendo dal contesto internazionale, per poi passare a quello nazionale. A livello internazionale, l’aspettativa di vita italiana, pari a 82,4 anni, risulta la sesta più alta al mondo, perdendo tuttavia due posizioni rispetto ai paesi che registrano valori più elevati di tale indicatore. I dati attualmente disponibili consentono infatti di misurare appieno gli effetti della pandemia di COVID-19, ed in particolare di recepire l’eccesso di mortalità sull’aspettativa di vita. A livello nazionale permangono importanti divari interregionali: si passa da un’aspettativa di vita alla nascita di 83,3 anni in Umbria ad un valore di 80,9 anni in Valle d’Aosta. Tuttavia, tra il 2019 e il 2020, tutte le regioni registrano un calo, ma non sorprende che le regioni in cui si è osservata una riduzione più pronunciata su tale indicatore corrispondano alle zone più colpite dal virus all’insorgere della pandemia (-2,2 anni in Lombardia). Alla luce del peso importante che la pandemia ha avuto sulla salute mentale, il capitolo propone inoltre un approfondimento dedicato alla sintesi dei principali indicatori epidemiologici disponibili a questo riguardo. In sintesi, negli ultimi due anni abbiamo assistito a un peggioramento nelle condizioni di benessere mentale, soprattutto nelle donne e specialmente tra i ragazzi di 14-19 anni. Il punteggio di benessere psicologico rilevato dallo strumento SF-36 in questa fascia di età è sceso a 66,6 per le ragazze (-4,6 punti rispetto al 2020) e 74,1 per i ragazzi (-2,4 punti rispetto al 2020). L’incidenza di nuovi utenti è in totale di 49,9 per 10.000 abitanti, ma più alta nelle donne, con un tasso di 52,9 per 10.000 abitanti, rispetto agli uomini (46,6 per 10.000 abitanti). I valori di diffusione del disagio mentale nella popolazione sarebbero tuttavia considerevolmente più alti, visto che questi dati considerano solamente i casi con almeno un contatto nell’anno con le strutture dei Dipartimenti di Salute Mentale e i servizi psichiatrici delle Strutture Private accreditate, sottostimando dunque il bisogno reale. Dal punto di vista della performance del sistema, si conferma anche nel 2020 una diffusa aderenza alle soglie di esito identificate a livello nazionale e un costante miglioramento complessivo dal 2010. Si evidenzia tuttavia come 4 dei 6 indicatori previsti dal DM 70/2015 (colecistectomia laparoscopica, frattura del femore su pazienti di età superiore a 65 anni, by-pass aorto-coronarico, valvuloplastica o sostituzione della valvola isolata) abbiano registrato un peggioramento rispetto al 2019, anche in questo caso ragionevolmente attribuibile agli effetti della pandemia di COVID-19. Infine, l’analisi di questa edizione del rapporto si è concentrata sui 10 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia relativi ai Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), che si riferiscono al periodo precedente all’insorgenza della pandemia di COVID-19 (2016-2018). In generale, si osserva una certa variabilità nei valori tra aree terapeutiche e tra regioni, che non sembra tuttavia seguire la consueta direttrice Nord-Sud.

Esiti di salute e performance del Servizio Sanitario Nazionale

Ardito, Vittoria;Federici, Carlo;Furnari, Alessandro
;
Ciani, Oriana;Tarricone, Rosanna
2022-01-01

Abstract

Migliorare il livello di salute della popolazione è l’obiettivo principale dei sistemi sanitari nazionali. Il capitolo 7 si propone di fornire un quadro dei principali indicatori di salute e di alcune dimensioni di performance partendo dal contesto internazionale, per poi passare a quello nazionale. A livello internazionale, l’aspettativa di vita italiana, pari a 82,4 anni, risulta la sesta più alta al mondo, perdendo tuttavia due posizioni rispetto ai paesi che registrano valori più elevati di tale indicatore. I dati attualmente disponibili consentono infatti di misurare appieno gli effetti della pandemia di COVID-19, ed in particolare di recepire l’eccesso di mortalità sull’aspettativa di vita. A livello nazionale permangono importanti divari interregionali: si passa da un’aspettativa di vita alla nascita di 83,3 anni in Umbria ad un valore di 80,9 anni in Valle d’Aosta. Tuttavia, tra il 2019 e il 2020, tutte le regioni registrano un calo, ma non sorprende che le regioni in cui si è osservata una riduzione più pronunciata su tale indicatore corrispondano alle zone più colpite dal virus all’insorgere della pandemia (-2,2 anni in Lombardia). Alla luce del peso importante che la pandemia ha avuto sulla salute mentale, il capitolo propone inoltre un approfondimento dedicato alla sintesi dei principali indicatori epidemiologici disponibili a questo riguardo. In sintesi, negli ultimi due anni abbiamo assistito a un peggioramento nelle condizioni di benessere mentale, soprattutto nelle donne e specialmente tra i ragazzi di 14-19 anni. Il punteggio di benessere psicologico rilevato dallo strumento SF-36 in questa fascia di età è sceso a 66,6 per le ragazze (-4,6 punti rispetto al 2020) e 74,1 per i ragazzi (-2,4 punti rispetto al 2020). L’incidenza di nuovi utenti è in totale di 49,9 per 10.000 abitanti, ma più alta nelle donne, con un tasso di 52,9 per 10.000 abitanti, rispetto agli uomini (46,6 per 10.000 abitanti). I valori di diffusione del disagio mentale nella popolazione sarebbero tuttavia considerevolmente più alti, visto che questi dati considerano solamente i casi con almeno un contatto nell’anno con le strutture dei Dipartimenti di Salute Mentale e i servizi psichiatrici delle Strutture Private accreditate, sottostimando dunque il bisogno reale. Dal punto di vista della performance del sistema, si conferma anche nel 2020 una diffusa aderenza alle soglie di esito identificate a livello nazionale e un costante miglioramento complessivo dal 2010. Si evidenzia tuttavia come 4 dei 6 indicatori previsti dal DM 70/2015 (colecistectomia laparoscopica, frattura del femore su pazienti di età superiore a 65 anni, by-pass aorto-coronarico, valvuloplastica o sostituzione della valvola isolata) abbiano registrato un peggioramento rispetto al 2019, anche in questo caso ragionevolmente attribuibile agli effetti della pandemia di COVID-19. Infine, l’analisi di questa edizione del rapporto si è concentrata sui 10 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia relativi ai Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), che si riferiscono al periodo precedente all’insorgenza della pandemia di COVID-19 (2016-2018). In generale, si osserva una certa variabilità nei valori tra aree terapeutiche e tra regioni, che non sembra tuttavia seguire la consueta direttrice Nord-Sud.
9788823851924
CERGAS - Bocconi
Rapporto OASI 2022
Ardito, Vittoria; Federici, Carlo; Furnari, Alessandro; Ciani, Oriana; Tarricone, Rosanna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11565/4053389
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