A partire dal mese di febbraio 2020 le istituzioni pubbliche, lungo tutta la filiera istituzionale e in ogni Stato, hanno dovuto reagire alla crisi causata dal Covid-19. La loro centralità è stata più chiaramente percepita dalle rispettive società e le loro azioni sono state spesso poste sotto un attento scrutinio. In questo contesto, il contributo dei lavoratori pubblici, anche di quelli alle dipendenze degli enti locali, è stato essenziale nell’implementazione delle misure e sarà essenziale anche nel percorso di ripresa sociale ed economica. Per quanto riguarda gli enti locali, questi impiegavano nel 2020 452.013 unità, in contrazione rispetto al dato di 594.713 del 2002, anno in cui il valore ha registrato il suo massimo. La quota maggiore di dipendenti è sempre stata impiegata dai comuni, seguiti dall’insieme delle regioni e poi dalle altre amministrazioni locali. Le amministrazioni pubbliche italiane sono state soggette, dopo le riforme amministrative e istituzionali degli anni ’90 e ’00, anche a un convoluto susseguirsi di norme, che ha fatto parlare di “miseria delle politiche del pubblico impiego in Italia”, come ad esempio il blocco del turnover e il passaggio alla programmazione dei fabbisogni. Questo contributo, dunque, è teso ad analizzare l’evoluzione, nell’ultimo ventennio, del personale in servizio presso gli enti locali italiani, descrivendone le caratteristiche attuali e discutendone le ragioni. Dal quadro emerge un andamento solo in taluni casi prevedibile. Il personale dei comuni è diminuito, è diminuita la quota dei giovani, ha aumentato il proprio livello di qualifica e il grado di istruzione. Ciononostante, dall’analisi emerge che i comuni hanno, volontariamente o involontariamente, investito su personale con qualifiche intermedie (categoria C) piuttosto che sul middle management e che, in alcuni casi, hanno aumentato le proprie dotazioni di personale sotto-qualificato, di categorie A e B.

Ritorno al futuro. L’evoluzione del personale nei comuni italiani dal 2001 al 2020

Buongiorno Sottoriva, Claudio;Cinelli, Gianmario
2022-01-01

Abstract

A partire dal mese di febbraio 2020 le istituzioni pubbliche, lungo tutta la filiera istituzionale e in ogni Stato, hanno dovuto reagire alla crisi causata dal Covid-19. La loro centralità è stata più chiaramente percepita dalle rispettive società e le loro azioni sono state spesso poste sotto un attento scrutinio. In questo contesto, il contributo dei lavoratori pubblici, anche di quelli alle dipendenze degli enti locali, è stato essenziale nell’implementazione delle misure e sarà essenziale anche nel percorso di ripresa sociale ed economica. Per quanto riguarda gli enti locali, questi impiegavano nel 2020 452.013 unità, in contrazione rispetto al dato di 594.713 del 2002, anno in cui il valore ha registrato il suo massimo. La quota maggiore di dipendenti è sempre stata impiegata dai comuni, seguiti dall’insieme delle regioni e poi dalle altre amministrazioni locali. Le amministrazioni pubbliche italiane sono state soggette, dopo le riforme amministrative e istituzionali degli anni ’90 e ’00, anche a un convoluto susseguirsi di norme, che ha fatto parlare di “miseria delle politiche del pubblico impiego in Italia”, come ad esempio il blocco del turnover e il passaggio alla programmazione dei fabbisogni. Questo contributo, dunque, è teso ad analizzare l’evoluzione, nell’ultimo ventennio, del personale in servizio presso gli enti locali italiani, descrivendone le caratteristiche attuali e discutendone le ragioni. Dal quadro emerge un andamento solo in taluni casi prevedibile. Il personale dei comuni è diminuito, è diminuita la quota dei giovani, ha aumentato il proprio livello di qualifica e il grado di istruzione. Ciononostante, dall’analisi emerge che i comuni hanno, volontariamente o involontariamente, investito su personale con qualifiche intermedie (categoria C) piuttosto che sul middle management e che, in alcuni casi, hanno aumentato le proprie dotazioni di personale sotto-qualificato, di categorie A e B.
2022
Buongiorno Sottoriva, Claudio; Cinelli, Gianmario
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11565/4053253
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact