Sostenere la fecondità, e soprattutto la realizzazione dei desideri di fecondità delle coppie italiane, che vengono rimandati nel tempo e sovente poi disattesi, per problemi legati all’incertezza del lavoro e del reddito e alle difficoltà di conciliazione fra genitorialità e attività lavorativa, costituisce senz’altro una priorità per lo sviluppo del paese. Incentivare la componente femminile della forza lavoro un modo per contrastare il ridimensionamento della stessa, per non sprecare il capitale umano femminile e anche per sostenere il reddito delle famiglie, che si scontra inevitabilmente proprio con problemi di conciliazione tra genitorialità e lavoro. Vengono poi discusse le misure in atto e le debolezze del welfare familista italiano nel sostegno della fecondità e della conciliazione, e le ipotesi di intervento, che dalla best practices internazionali vengono ritenute più efficaci. Dalla crisi sanitaria del COVID19, un vero e proprio “stress test” sul sistema di welfare italiano, sono affiorate fragilità e diseguaglianze che dettano la necessità di una doppia logica di intervento, che guardi all’immediato, ma nel contempo si ponga anche obiettivi di medio e lungo termine, prevedendo un rafforzamento dell’intervento pubblico lungo alcune linee di azione: il sostegno economico alle famiglie con figli (con l’assegno unico per i figli a carico per tutte le famiglie con minorenni), il rafforzamento integrato dei servizi per l’infanzia (la dote unica per i servizi e l’ampliamento degli stessi); il rafforzamento delle misure conciliazione tra famiglia e lavoro (con il potenziamento dei congedi parentali, di paternità e del lavoro agile), e la predisposizione di risorse speciali per i giovani adulti per attenuare le conseguenze negative dell’incertezza economica.
Fecondità e lavoro in Italia
Letizia Mencarini
2021
Abstract
Sostenere la fecondità, e soprattutto la realizzazione dei desideri di fecondità delle coppie italiane, che vengono rimandati nel tempo e sovente poi disattesi, per problemi legati all’incertezza del lavoro e del reddito e alle difficoltà di conciliazione fra genitorialità e attività lavorativa, costituisce senz’altro una priorità per lo sviluppo del paese. Incentivare la componente femminile della forza lavoro un modo per contrastare il ridimensionamento della stessa, per non sprecare il capitale umano femminile e anche per sostenere il reddito delle famiglie, che si scontra inevitabilmente proprio con problemi di conciliazione tra genitorialità e lavoro. Vengono poi discusse le misure in atto e le debolezze del welfare familista italiano nel sostegno della fecondità e della conciliazione, e le ipotesi di intervento, che dalla best practices internazionali vengono ritenute più efficaci. Dalla crisi sanitaria del COVID19, un vero e proprio “stress test” sul sistema di welfare italiano, sono affiorate fragilità e diseguaglianze che dettano la necessità di una doppia logica di intervento, che guardi all’immediato, ma nel contempo si ponga anche obiettivi di medio e lungo termine, prevedendo un rafforzamento dell’intervento pubblico lungo alcune linee di azione: il sostegno economico alle famiglie con figli (con l’assegno unico per i figli a carico per tutte le famiglie con minorenni), il rafforzamento integrato dei servizi per l’infanzia (la dote unica per i servizi e l’ampliamento degli stessi); il rafforzamento delle misure conciliazione tra famiglia e lavoro (con il potenziamento dei congedi parentali, di paternità e del lavoro agile), e la predisposizione di risorse speciali per i giovani adulti per attenuare le conseguenze negative dell’incertezza economica.File | Dimensione | Formato | |
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