Il capitolo riflette sullo sviluppo e il funzionamento delle unità di patologia approfondendo le esperienze di Breast Unit (BU) in Italia. In via generale, esse mirano all’erogazione di servizi a contenuto altamente specialistico integrando professionisti e servizi nelle diverse fasi della malattia. La ricerca ha censito 190 strutture di offerta con più di 150 casi trattati all’anno e tra queste 173 sono oggetto di delibera regionale o aziendale. Inoltre, sono state ricostruite alcune formule di servizio tipiche delle BU esaminando la relazione tra configurazioni organizzative e performance. Per conseguire tali obiettivi, si è proceduto alla riconciliazione delle fonti normative sulle BU italiane, all’analisi delle caratteristiche delle BU attraverso i questionari delle realtà associate a SenoNetwork, alla ricostruzione delle loro performance alla luce dei dati del Programma Nazionale Esiti e all’approfondimento di 4 casi studio rappresentativi delle 3 configurazioni differenti di BU con esiti PNE di rilievo. Le tre configurazioni osservate sono state: BU di tipo concentrato (quando oncologia medica, chirurgia senologica e radiologia sono all’interno di un unico stabilimento aziendale), BU intra-aziendale polipresidio (quando queste specialità sono collocate in stabilimenti diversi della medesima azienda), BU inter-aziendale (nel caso in cui le discipline citate siano distribuite tra due o più aziende). Dai risultati emerge che i volumi di attività sono molto diversi anche all’interno della medesima configurazione e sono in media maggiori nelle BU di tipo concentrato (che hanno anche un maggiore case mix). I volumi sono predittivi degli outcome e la possibilità di avere formule di servizio che rispettino gli standard attesi di integrazione tra professionisti e servizi è condizionata dai modelli di gestione e dai sistemi operativi aziendali. Alle diverse configurazioni, infatti, non corrispondono diverse performance in termini di efficacia tout court. Lo studio permette di arrivare ad una definizione di Unit come il risultato di diverse forme di specializzazione di: i) competenze dei professionisti e degli operatori, ii) forme di responsabilizzazione sulla gestione delle interdipendenze tra i servizi, iii) di modelli di servizio espliciti che ricalcano le attese della popolazione target. Emerge che gli elementi che influenzano l’operato delle BU sono riconducibili all’allocazione fisica dei luoghi di cura, alla natura istituzionale dell’azienda e all’estensione del suo portafoglio di servizi/specialità da cui dipende l’estensione del percorso che la BU presidia. L’analisi dei casi mette in discussione la percezione che solo le configurazioni gerarchiche di unità di patologia permettono di conseguire risultati efficaci ed efficienti, infatti anche i casi con performance PNE elevate sono modelli di coordinamento funzionale.

Le unità specialistiche di patologia: modelli e sistemi di gestione delle Breast Unit in Italia

valeria tozzi;lucia ferrara;angelica zazzera
2020

Abstract

Il capitolo riflette sullo sviluppo e il funzionamento delle unità di patologia approfondendo le esperienze di Breast Unit (BU) in Italia. In via generale, esse mirano all’erogazione di servizi a contenuto altamente specialistico integrando professionisti e servizi nelle diverse fasi della malattia. La ricerca ha censito 190 strutture di offerta con più di 150 casi trattati all’anno e tra queste 173 sono oggetto di delibera regionale o aziendale. Inoltre, sono state ricostruite alcune formule di servizio tipiche delle BU esaminando la relazione tra configurazioni organizzative e performance. Per conseguire tali obiettivi, si è proceduto alla riconciliazione delle fonti normative sulle BU italiane, all’analisi delle caratteristiche delle BU attraverso i questionari delle realtà associate a SenoNetwork, alla ricostruzione delle loro performance alla luce dei dati del Programma Nazionale Esiti e all’approfondimento di 4 casi studio rappresentativi delle 3 configurazioni differenti di BU con esiti PNE di rilievo. Le tre configurazioni osservate sono state: BU di tipo concentrato (quando oncologia medica, chirurgia senologica e radiologia sono all’interno di un unico stabilimento aziendale), BU intra-aziendale polipresidio (quando queste specialità sono collocate in stabilimenti diversi della medesima azienda), BU inter-aziendale (nel caso in cui le discipline citate siano distribuite tra due o più aziende). Dai risultati emerge che i volumi di attività sono molto diversi anche all’interno della medesima configurazione e sono in media maggiori nelle BU di tipo concentrato (che hanno anche un maggiore case mix). I volumi sono predittivi degli outcome e la possibilità di avere formule di servizio che rispettino gli standard attesi di integrazione tra professionisti e servizi è condizionata dai modelli di gestione e dai sistemi operativi aziendali. Alle diverse configurazioni, infatti, non corrispondono diverse performance in termini di efficacia tout court. Lo studio permette di arrivare ad una definizione di Unit come il risultato di diverse forme di specializzazione di: i) competenze dei professionisti e degli operatori, ii) forme di responsabilizzazione sulla gestione delle interdipendenze tra i servizi, iii) di modelli di servizio espliciti che ricalcano le attese della popolazione target. Emerge che gli elementi che influenzano l’operato delle BU sono riconducibili all’allocazione fisica dei luoghi di cura, alla natura istituzionale dell’azienda e all’estensione del suo portafoglio di servizi/specialità da cui dipende l’estensione del percorso che la BU presidia. L’analisi dei casi mette in discussione la percezione che solo le configurazioni gerarchiche di unità di patologia permettono di conseguire risultati efficaci ed efficienti, infatti anche i casi con performance PNE elevate sono modelli di coordinamento funzionale.
2020
9788823851719
CERGAS - Bocconi
Rapporto OASI 2020
Tozzi, VALERIA DOMENICA; Ferrara, Lucia; Zazzera, Angelica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11565/4032740
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