SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive: sulla necessita di valutare i riflessi fiscali (tra le tante modifiche apportate dall’IFRS 9) del nuovo modello di impairment dei crediti. – 2. Il modello d’impairment previsto dallo IAS 39 e l’irrilevanza delle c.d. “perdite attese”: l’applicabilità, in ambito fiscale, dell’art. 101, comma 5, t.u.i.r., ai fini della deduzione delle “perdite da valutazione”, e l’operatività del principio di derivazione rafforzata per le “perdite da cancellazione”. – 3. Il nuovo modello valutativo dello IAS 39 assiso sulle aspettative di manifestazione di perdite future (c.d. perdite attese) e la ricomprensione delle svalutazioni dei crediti d’impresa stimati irrecuperabili tra le fattispecie di “derecognition”. – 4. La conferma da parte del D.M. 10 gennaio 2018 della rilevanza degli “elementi certi e precisi”, ai fini della deduzione della perdita su crediti, soltanto per il genus delle perdite da valutazione, e la tesi secondo cui ciò non valga per la species delle perdite stimate “irrecuperabili”, che sono ritenute immediatamente e automaticamente deducibili in forza dell’art. 83 del t.u.i.r. – 5. L’irragionevole discriminazione, che ne consegue, nei confronti dei soggetti OIC-adopters e le possibili soluzioni alle problematiche fiscali aperte, dopo il passaggio dallo IAS 39 all’IFRS 9, per le svalutazioni dei crediti effettuate dalle società in precedenza e non dedotte immediatamente ai fini fiscali.

Osservazioni sui riflessi fiscali dell’introduzione dell’IFRS 9 in punto di deducibilità delle svalutazioni (“write off”) dei crediti d’impresa ragionevolmente valutati come irrecuperabili.

ANGELO CONTRINO
2019

Abstract

SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive: sulla necessita di valutare i riflessi fiscali (tra le tante modifiche apportate dall’IFRS 9) del nuovo modello di impairment dei crediti. – 2. Il modello d’impairment previsto dallo IAS 39 e l’irrilevanza delle c.d. “perdite attese”: l’applicabilità, in ambito fiscale, dell’art. 101, comma 5, t.u.i.r., ai fini della deduzione delle “perdite da valutazione”, e l’operatività del principio di derivazione rafforzata per le “perdite da cancellazione”. – 3. Il nuovo modello valutativo dello IAS 39 assiso sulle aspettative di manifestazione di perdite future (c.d. perdite attese) e la ricomprensione delle svalutazioni dei crediti d’impresa stimati irrecuperabili tra le fattispecie di “derecognition”. – 4. La conferma da parte del D.M. 10 gennaio 2018 della rilevanza degli “elementi certi e precisi”, ai fini della deduzione della perdita su crediti, soltanto per il genus delle perdite da valutazione, e la tesi secondo cui ciò non valga per la species delle perdite stimate “irrecuperabili”, che sono ritenute immediatamente e automaticamente deducibili in forza dell’art. 83 del t.u.i.r. – 5. L’irragionevole discriminazione, che ne consegue, nei confronti dei soggetti OIC-adopters e le possibili soluzioni alle problematiche fiscali aperte, dopo il passaggio dallo IAS 39 all’IFRS 9, per le svalutazioni dei crediti effettuate dalle società in precedenza e non dedotte immediatamente ai fini fiscali.
2019
Contrino, Angelo
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