Nel Comune di Milano sono stati realizzati, in seguito all’azione del Commissario Straordinario, i tre impianti di depurazione di San Rocco, Nosedo e Peschiera Borromeo. Tale realizzazione completa il sistema di depurazione cittadino, il quale si va a inserire nel complesso sistema di infrastrutture fognarie e depurative che insistono sui bacini idrografici di Lambro, Seveso e Olona. Ancorché dovuto ai sensi di legge, l’intervento si configura come un’innovazione radicale rispetto al preesistente modello di gestione del sistema idrico cittadino. Esso impatta sull’idraulica del territorio, sulla qualità ambientale e sull’economia della città e dell’intero territorio circostante. Esso risolve alcuni problemi, ma certamente non chiude in modo definitivo il tema della gestione sostenibile delle acque nel territorio milanese, il quale resterà ancora molto a lungo nell’agenda dei responsabili politici. Una valutazione dell’intervento che sia tanto retrospettiva quanto prospettica è fondamentale per fare il punto sui miglioramenti conseguiti e sulla direzione da intraprendere. Lo studio che lo IEFE ha realizzato si ispira al paradigma emergente nella valutazione delle politiche idriche a livello internazionale, incentrato sul concetto di sostenibilità ambientale, economica, finanziaria e sociale. Questo quadro concettuale si ricollega in modo diretto alla centralità che, nella Direttiva Quadro 2000/60, viene riconosciuta all’analisi economica nel quadro del sistema di pianificazione delle risorse idriche. In questa prospettiva, lo studio ha valutato il contributo che gli interventi realizzati hanno dato alla sostenibilità del sistema idrico milanese, soffermandosi in particolare: • sul miglioramento ambientale che i nuovi impianti consentono, e dunque sul contributo al raggiungimento del “buono stato ecologico”; • sul valore delle nuove funzioni (usi potenziali) che il miglioramento qualitativo rende disponibili, con particolare riferimento a quelle ricreative, paesistiche ed ecologiche; • sull’impatto a breve e a medio-lungo termine che i nuovi impianti avranno sulle tariffe del servizio idrico integrato, esaminando eventuali ipotesi alternative per l’organizzazione del servizio nell’intera Provincia di Milano; • sull’adeguatezza del modello gestionale ed economico-finanziario. In secondo luogo, lo studio ha analizzato le prospettive a medio-lungo termine che il sistema milanese si trova di fronte. Nonostante l’obiettivo commissariale della completa depurazione degli scarichi domestici della città di Milano sia stato raggiunto, questo ha generato un miglioramento limitato nella qualità delle acque del bacino Lambro-Seveso-Olona: l’inquinamento del bacino dipende infatti soprattutto da fonti industriali e civili a monte degli scarichi milanesi. Per questo motivo, sarà necessaria un’ulteriore riflessione da parte della Regione e delle Province in merito alla definizione di politiche supplementari, volte al miglioramento della qualità ambientale del bacino in esame. Una volta colmato il ritardo che Milano aveva accumulato nei confronti della normativa ambientale preesistente, è necessario avviare una riflessione su ciò che resta da fare. A questo proposito, la ricerca ha esaminato, secondo lo schema analitico-concettuale elaborato nella prima parte, i possibili scenari di intervento. Un punto di partenza è stato l’esame critico degli attuali assetti di pianificazione, gestione e governance del sistema idrico del bacino. Il contributo è articolato come segue: nella prima parte del rapporto verranno analizzati gli impatti dell’intervento da un punto di vista ambientale ed economico. Il punto di partenza è un’analisi degli assetti organizzativi del sistema idrico milanese, allo scopo di mettere in luce le relazioni intercorrenti tra vari soggetti di natura pubblica e privata che, a vario titolo, entrano nella gestione del servizio di acquedotto, fognatura e depurazione. Verranno successivamente analizzati gli impatti antropici sul sistema delle acque milanesi, considerando le attività produttive e la struttura insediativa. Dopo aver fornito una descrizione tecnica degli interventi posti in essere, saranno descritti gli impatti sulla qualità dei corsi d’acqua superficiali dell’entrata in funzione dei depuratori. Saranno infine valutati i benefici legati all’intervento di depurazione, con particolare riguardo agli interventi di riqualificazione ambientale che hanno interessato le aree circostanti i depuratori di San Rocco e Nosedo. La sezione successiva è dedicata all’analisi del modello gestionale e finanziario del sistema idrico integrato milanese. Il rapporto si chiude considerando le sfide aperte per il futuro.

Analisi economica del sistema di depurazione milanese dopo l’intervento straordinario: profili di sostenibilità, modelli gestionali e sfide aperte per il futuro

MASSARUTTO, ANTONIO;DE CARLI, ALESSANDRO;LODI, ALESSANDRO;PACCAGNAN, VANIA
2006-01-01

Abstract

Nel Comune di Milano sono stati realizzati, in seguito all’azione del Commissario Straordinario, i tre impianti di depurazione di San Rocco, Nosedo e Peschiera Borromeo. Tale realizzazione completa il sistema di depurazione cittadino, il quale si va a inserire nel complesso sistema di infrastrutture fognarie e depurative che insistono sui bacini idrografici di Lambro, Seveso e Olona. Ancorché dovuto ai sensi di legge, l’intervento si configura come un’innovazione radicale rispetto al preesistente modello di gestione del sistema idrico cittadino. Esso impatta sull’idraulica del territorio, sulla qualità ambientale e sull’economia della città e dell’intero territorio circostante. Esso risolve alcuni problemi, ma certamente non chiude in modo definitivo il tema della gestione sostenibile delle acque nel territorio milanese, il quale resterà ancora molto a lungo nell’agenda dei responsabili politici. Una valutazione dell’intervento che sia tanto retrospettiva quanto prospettica è fondamentale per fare il punto sui miglioramenti conseguiti e sulla direzione da intraprendere. Lo studio che lo IEFE ha realizzato si ispira al paradigma emergente nella valutazione delle politiche idriche a livello internazionale, incentrato sul concetto di sostenibilità ambientale, economica, finanziaria e sociale. Questo quadro concettuale si ricollega in modo diretto alla centralità che, nella Direttiva Quadro 2000/60, viene riconosciuta all’analisi economica nel quadro del sistema di pianificazione delle risorse idriche. In questa prospettiva, lo studio ha valutato il contributo che gli interventi realizzati hanno dato alla sostenibilità del sistema idrico milanese, soffermandosi in particolare: • sul miglioramento ambientale che i nuovi impianti consentono, e dunque sul contributo al raggiungimento del “buono stato ecologico”; • sul valore delle nuove funzioni (usi potenziali) che il miglioramento qualitativo rende disponibili, con particolare riferimento a quelle ricreative, paesistiche ed ecologiche; • sull’impatto a breve e a medio-lungo termine che i nuovi impianti avranno sulle tariffe del servizio idrico integrato, esaminando eventuali ipotesi alternative per l’organizzazione del servizio nell’intera Provincia di Milano; • sull’adeguatezza del modello gestionale ed economico-finanziario. In secondo luogo, lo studio ha analizzato le prospettive a medio-lungo termine che il sistema milanese si trova di fronte. Nonostante l’obiettivo commissariale della completa depurazione degli scarichi domestici della città di Milano sia stato raggiunto, questo ha generato un miglioramento limitato nella qualità delle acque del bacino Lambro-Seveso-Olona: l’inquinamento del bacino dipende infatti soprattutto da fonti industriali e civili a monte degli scarichi milanesi. Per questo motivo, sarà necessaria un’ulteriore riflessione da parte della Regione e delle Province in merito alla definizione di politiche supplementari, volte al miglioramento della qualità ambientale del bacino in esame. Una volta colmato il ritardo che Milano aveva accumulato nei confronti della normativa ambientale preesistente, è necessario avviare una riflessione su ciò che resta da fare. A questo proposito, la ricerca ha esaminato, secondo lo schema analitico-concettuale elaborato nella prima parte, i possibili scenari di intervento. Un punto di partenza è stato l’esame critico degli attuali assetti di pianificazione, gestione e governance del sistema idrico del bacino. Il contributo è articolato come segue: nella prima parte del rapporto verranno analizzati gli impatti dell’intervento da un punto di vista ambientale ed economico. Il punto di partenza è un’analisi degli assetti organizzativi del sistema idrico milanese, allo scopo di mettere in luce le relazioni intercorrenti tra vari soggetti di natura pubblica e privata che, a vario titolo, entrano nella gestione del servizio di acquedotto, fognatura e depurazione. Verranno successivamente analizzati gli impatti antropici sul sistema delle acque milanesi, considerando le attività produttive e la struttura insediativa. Dopo aver fornito una descrizione tecnica degli interventi posti in essere, saranno descritti gli impatti sulla qualità dei corsi d’acqua superficiali dell’entrata in funzione dei depuratori. Saranno infine valutati i benefici legati all’intervento di depurazione, con particolare riguardo agli interventi di riqualificazione ambientale che hanno interessato le aree circostanti i depuratori di San Rocco e Nosedo. La sezione successiva è dedicata all’analisi del modello gestionale e finanziario del sistema idrico integrato milanese. Il rapporto si chiude considerando le sfide aperte per il futuro.
Massarutto, Antonio; A., Basoni; DE CARLI, Alessandro; E., Linares; Lodi, Alessandro; Paccagnan, Vania
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