Il saggio muove da una rivisitazione critica delle recenti pro- poste di riconfigurazione dell’appello civile, evidenziandone la contraddizione epistemologica di fondo: se la verità pro- cessuale emerge dal contraddittorio tra le parti secondo una concezione retorico-argomentativa, questo processo dialettico mantiene piena validità anche in secondo grado. Valorizzando la natura mista del processo civile italiano e l’agnosticismo costituzionale in materia di doppio grado, si propone una ri- forma alternativa fondata su tre pilastri coordinati: graduazio- ne procedurale dell’appello per valore della causa, con forme semplificate per le controversie minori ma mantenendo in en- trambi i riti la cognizione piena su fatto e diritto; eliminazione dell’art. 360, n. 5, c.p.c., con attribuzione definitiva all’appello del controllo sull’accertamento dei fatti e sui vizi motivazionali sostanziali; rifunzionalizzazione della Cassazione quale giudi- ce delle sole questioni di diritto aventi rilevanza nomofilattica, mediante un filtro rafforzato fondato sull’esistenza di prece- denti consolidati e un sistema di vincolatività procedurale. La proposta persegue l’efficienza del sistema attraverso la razio- nalizzazione incrementale delle forme processuali e la specia- lizzazione funzionale dei gradi di giudizio, senza comprimere le garanzie costituzionali del controllo di merito.
Appello a cognizione piena e funzione nomofilattica: una riforma possibile senza strappi
Cavallini, Cesare
2026
Abstract
Il saggio muove da una rivisitazione critica delle recenti pro- poste di riconfigurazione dell’appello civile, evidenziandone la contraddizione epistemologica di fondo: se la verità pro- cessuale emerge dal contraddittorio tra le parti secondo una concezione retorico-argomentativa, questo processo dialettico mantiene piena validità anche in secondo grado. Valorizzando la natura mista del processo civile italiano e l’agnosticismo costituzionale in materia di doppio grado, si propone una ri- forma alternativa fondata su tre pilastri coordinati: graduazio- ne procedurale dell’appello per valore della causa, con forme semplificate per le controversie minori ma mantenendo in en- trambi i riti la cognizione piena su fatto e diritto; eliminazione dell’art. 360, n. 5, c.p.c., con attribuzione definitiva all’appello del controllo sull’accertamento dei fatti e sui vizi motivazionali sostanziali; rifunzionalizzazione della Cassazione quale giudi- ce delle sole questioni di diritto aventi rilevanza nomofilattica, mediante un filtro rafforzato fondato sull’esistenza di prece- denti consolidati e un sistema di vincolatività procedurale. La proposta persegue l’efficienza del sistema attraverso la razio- nalizzazione incrementale delle forme processuali e la specia- lizzazione funzionale dei gradi di giudizio, senza comprimere le garanzie costituzionali del controllo di merito.| File | Dimensione | Formato | |
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