Negli ultimi anni, la Corte europea dei diritti dell’uomo è stata più volte chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità con la Convenzione di misure di confisca“senza condanna” aventi ad oggetto beni di sospetta provenienza illecita. Il presente contributo ricostruisce l’evoluzione della giurisprudenza in questa materia, mettendo in evidenza il progressivo affermarsi di un orientamento volto a escludere il carattere punitivo-penale di tali misure e a riconoscerne, invece, una natura ripristinatoria. Le decisioni più recenti attribuiscono infatti a queste forme di ablazione patrimoniale la funzione di recupero di risorse illecitamente acquisite e di neutralizzazione di ogni forma di arricchimento ingiustificato. In recent years, the European Court of Human Rights has increasingly been called upon to rule on the compatibility with the Convention of non-conviction-based confiscation measures targeting assets suspected of illicit origin. This article examines the evolution of the Court’s case law in this field and traces the emergence of a coherent line of reasoning that distances such measures from the notion of criminal punishment. Instead, the Court increasingly tends to frame non-conviction-based confiscation as a restorative mechanism aimed at recovering unlawfully acquired wealth and preventing unjust enrichment.
Dalla prevenzione alla restituzione dell’arricchimento illecito. La giurisprudenza della Corte EDU sulla confisca senza condanna
Trinchera, Tommaso
2026
Abstract
Negli ultimi anni, la Corte europea dei diritti dell’uomo è stata più volte chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità con la Convenzione di misure di confisca“senza condanna” aventi ad oggetto beni di sospetta provenienza illecita. Il presente contributo ricostruisce l’evoluzione della giurisprudenza in questa materia, mettendo in evidenza il progressivo affermarsi di un orientamento volto a escludere il carattere punitivo-penale di tali misure e a riconoscerne, invece, una natura ripristinatoria. Le decisioni più recenti attribuiscono infatti a queste forme di ablazione patrimoniale la funzione di recupero di risorse illecitamente acquisite e di neutralizzazione di ogni forma di arricchimento ingiustificato. In recent years, the European Court of Human Rights has increasingly been called upon to rule on the compatibility with the Convention of non-conviction-based confiscation measures targeting assets suspected of illicit origin. This article examines the evolution of the Court’s case law in this field and traces the emergence of a coherent line of reasoning that distances such measures from the notion of criminal punishment. Instead, the Court increasingly tends to frame non-conviction-based confiscation as a restorative mechanism aimed at recovering unlawfully acquired wealth and preventing unjust enrichment.| File | Dimensione | Formato | |
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