Con la sentenza Isaia e altri c. Italia, depositata il 25 settembre 2025, la Corte europea dei diritti dell’uomo torna a pronunciarsi sulla confisca di prevenzione italiana. In linea con quanto già affermato nella recente sentenza Garofalo c. Italia [1], la Corte ribadisce la compatibilità, in astratto, di questo strumento con la Convenzione, ritenendo che la confisca prevista dal d.lgs. n. 159/2011 non abbia natura punitiva, ma persegua una finalità essenzialmente ripristinatoria, volta a neutralizzare gli effetti economici dell’illecito e a prevenire forme di arricchimento ingiustificato. Tuttavia, la pronuncia in esame segna un punto di svolta: per la prima volta, in materia di misure di prevenzione patrimoniali, la Corte accerta la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, ritenendo che, nel caso concreto, la confisca di prevenzione sia stata applicata in modo «arbitrario e manifestamente irragionevole», traducendosi in un’ingerenza non proporzionata nel diritto di proprietà dei ricorrenti.
Patrimoni sproporzionati e automatismi presuntivi: la Corte EDU richiama i giudici italiani al rispetto delle garanzie in materia di confisca di prevenzione
Trinchera, Tommaso
2025
Abstract
Con la sentenza Isaia e altri c. Italia, depositata il 25 settembre 2025, la Corte europea dei diritti dell’uomo torna a pronunciarsi sulla confisca di prevenzione italiana. In linea con quanto già affermato nella recente sentenza Garofalo c. Italia [1], la Corte ribadisce la compatibilità, in astratto, di questo strumento con la Convenzione, ritenendo che la confisca prevista dal d.lgs. n. 159/2011 non abbia natura punitiva, ma persegua una finalità essenzialmente ripristinatoria, volta a neutralizzare gli effetti economici dell’illecito e a prevenire forme di arricchimento ingiustificato. Tuttavia, la pronuncia in esame segna un punto di svolta: per la prima volta, in materia di misure di prevenzione patrimoniali, la Corte accerta la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, ritenendo che, nel caso concreto, la confisca di prevenzione sia stata applicata in modo «arbitrario e manifestamente irragionevole», traducendosi in un’ingerenza non proporzionata nel diritto di proprietà dei ricorrenti.| File | Dimensione | Formato | |
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