Il contributo esamina se e in quale misura il coinvolgimento attivo del giudice nella fase di conciliazione, disciplinata dagli artt. 183, 185 e 185-bis c.p.c., incida sulla sua posizione di imparzialità e terzietà. Dopo aver chiarito le ragioni per cui l’imparzialità resta estranea al campo d’indagine, l’analisi si concentra sulla terzietà, con l’obiettivo di dimostrare che non sussiste alcuna situazione di incompatibilità del giudice ai sensi dell’art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c. Tale conclusione si fonda sia sui valori costituzionali che ispirano la disciplina delle incompatibilità — il giusto processo e il buon andamento della pubblica amministrazione — sia sulle caratteristiche proprie di tali norme. Il contributo propone inoltre alcune tecniche operative che il giudice-conciliatore può adottare per garantire che la proposta conciliativa non sia percepita dalle parti come un’imposizione autoritativa, oltre a fornire alcune riflessioni de iure condendo alla luce delle ELI–UNIDROIT Model European Rules of Civil Procedure. Più in generale, l’articolo rappresenta anche un’occasione per riflettere sulla portata e sui limiti del coinvolgimento del giudice nelle attività di conciliazione.
La Dea (s)Bendata: l’impatto della conciliazione sull’imparzialità e sulla terzietà del giudice
Cirillo, Stefania
2025
Abstract
Il contributo esamina se e in quale misura il coinvolgimento attivo del giudice nella fase di conciliazione, disciplinata dagli artt. 183, 185 e 185-bis c.p.c., incida sulla sua posizione di imparzialità e terzietà. Dopo aver chiarito le ragioni per cui l’imparzialità resta estranea al campo d’indagine, l’analisi si concentra sulla terzietà, con l’obiettivo di dimostrare che non sussiste alcuna situazione di incompatibilità del giudice ai sensi dell’art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c. Tale conclusione si fonda sia sui valori costituzionali che ispirano la disciplina delle incompatibilità — il giusto processo e il buon andamento della pubblica amministrazione — sia sulle caratteristiche proprie di tali norme. Il contributo propone inoltre alcune tecniche operative che il giudice-conciliatore può adottare per garantire che la proposta conciliativa non sia percepita dalle parti come un’imposizione autoritativa, oltre a fornire alcune riflessioni de iure condendo alla luce delle ELI–UNIDROIT Model European Rules of Civil Procedure. Più in generale, l’articolo rappresenta anche un’occasione per riflettere sulla portata e sui limiti del coinvolgimento del giudice nelle attività di conciliazione.| File | Dimensione | Formato | |
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