Questo lavoro mira a dare indicazioni sul governo delle imprese familiari quotate alla Borsa Italiana combinando il tradizionale approccio di ricerca su caratteristiche e funzionamento del CdA nelle grandi imprese ad azionariato diffuso con le specificità delle imprese a controllo familiare. L’ipotesi è che, nonostante un diffuso scetticismo sull’efficacia dell’azione di governo dei CdA, soprattutto in imprese a controllo familiare, essi possano fornire contributi critici spesso sottovalutati. Il CdA non è solo l’organo che deve, o dovrebbe, controllare il management. Ricerca e pratica a livello internazionale convergono nell’attribuire al CdA almeno due ruoli principali, di controllo e di servizio, i quali, e in particolare quello di servizio, diventano tanto più critici nelle imprese familiari. In esse, infatti, il CdA può fornire contributi aggiuntivi integrando eventuali gap di competenze dei familiari attraverso l’inserimento di consiglieri esterni selezionati in base al loro background professionale. Il problema sembra essere proprio quello della scelta del corretto mix di consiglieri familiari e non, nonché dei profili manageriali più adatti a operare nel contesto comunque specifico delle imprese controllate da una famiglia. La selezione di consiglieri e manager, che sia svolta da agenzie esterne o dal comitato nomine, rappresenta in altri termini la futura sfida di buon governo delle imprese a controllo familiare.

ll Governo delle Imprese Italiane Quotate a Controllo Familiare: i Risultati di una Ricerca Esplorativa

CORBETTA, GUIDO GIUSEPPE;MINICHILLI, ALESSANDRO
2005

Abstract

Questo lavoro mira a dare indicazioni sul governo delle imprese familiari quotate alla Borsa Italiana combinando il tradizionale approccio di ricerca su caratteristiche e funzionamento del CdA nelle grandi imprese ad azionariato diffuso con le specificità delle imprese a controllo familiare. L’ipotesi è che, nonostante un diffuso scetticismo sull’efficacia dell’azione di governo dei CdA, soprattutto in imprese a controllo familiare, essi possano fornire contributi critici spesso sottovalutati. Il CdA non è solo l’organo che deve, o dovrebbe, controllare il management. Ricerca e pratica a livello internazionale convergono nell’attribuire al CdA almeno due ruoli principali, di controllo e di servizio, i quali, e in particolare quello di servizio, diventano tanto più critici nelle imprese familiari. In esse, infatti, il CdA può fornire contributi aggiuntivi integrando eventuali gap di competenze dei familiari attraverso l’inserimento di consiglieri esterni selezionati in base al loro background professionale. Il problema sembra essere proprio quello della scelta del corretto mix di consiglieri familiari e non, nonché dei profili manageriali più adatti a operare nel contesto comunque specifico delle imprese controllate da una famiglia. La selezione di consiglieri e manager, che sia svolta da agenzie esterne o dal comitato nomine, rappresenta in altri termini la futura sfida di buon governo delle imprese a controllo familiare.
2005
Corbetta, GUIDO GIUSEPPE; Minichilli, Alessandro
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